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NADA - Vamp

 

Casa discografica: Edel

 

Anno: 2011

 

 

Nada è la vera, unica, grande rocker italiana e lo dimostra ancora una volta con un nuovo album che, dopo Luna in piena, conferma il suo talento e il suo coraggio. Una donna che praticamente bambina esordisce a Sanremo (aveva quindici anni) e subito viene proiettata nell'olimpo del grande successo, potrebbe anche cavarsela maluccio negli anni a venire, come minimo soggiogata da un clichè, persa nel passato. Se invece quarantadue anni dopo, con un album come Vamp riesce ad essere il faro di una possibile rinascita musicale italiana, non soltanto abbracciando la sua totale indipendenza di musicista, ma di fatto promuovendo la musica indipendente italiana attraverso collaborazioni di peso e prestigio (Zamboni, Tetes de Bois, Zen Circus), significa che la Sirena (per prendere in prestito il titolo di uno dei singoli tratti dall'album) del successo facile e mediatico qui non ha attecchito e allora si tira un sospiro di sollievo. Poi si ascolta il disco una due e più volte e si capisce: sì, siamo di fronte a un altro capolavoro, che la tradizione non la butta certo via, ma la eleva a meraviglia, rinnovandola incessantemente.

Questa donna, questa rocker, è un fiume in piena, è un evento ogni volta che canta, su disco e dal vivo. E' una benedizione perchè significa che la musica italiana è viva e non quel clone di cariatidi che appare una volta che si accenda la tv e si guardino i talent show. Questa donna è un evento e un talento, perchè nei dieci brani di Vamp riesce a raccogliere il meglio della musica italiana dagli anni Sessanta al Duemilaundici, dal pop al folk rock all'elettronica all'indie rock. Con coerenza e semplicità, riuscendo perfino a incidere l'anima di chi ascolta con testi poetici e mai banali, che graffiano anche l'attualità (come l'anti-nucleare L'elettricità).

In Vamp continuano le collaborazioni con il meglio dell'indie italiano: Appino e Karim degli Zen Circus, Marco Gasbarro degli Ardecore, mentre alla produzione c'è Marco Fusaroli (che ha fatto muovere i primi passi a Le luci della centrale elettrica e Il teatro degli orrori). Mixato a Londra in Abbey Road, Vamp non conosce alcuna pausa, è un album perfetto come una sfera, e racchiude tutte le stagioni, che una via l'altra si rinnovano e si susseguono in circolo, sotto la voce densa e intensa di Nada. Per questo non ci sono pezzi migliori di altri, ma solo preferenze individuali. Le mie? La splendida ballata Stagioni, la graffiante L'elettricità, l'intima Raccogliti, la sensuale La febbre della sera, l'ironica Sarebbe una serenata.

Ma la lista domani potrebbe essere diversa, perchè è un album da ascoltare più volte, ed ogni volta sembra più bello.

 

 David Drago