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Umberto Maria Giardini – Protestantesima

Anno di pubblicazione: 2015

Provenienza: Italia

Genere: indie rock

Voto: ***1/2

Brano migliore: Il vaso di Pandora


Commento: Chissà per quanti anni ancora qualsiasi recensione di un disco di Umberto Maria Giardini inizierà dicendo che il cantautore marchigiano un tempo si faceva chiamare Moltheni. Sta di fatto che lo potremmo definire TAFKAM, tanto per citare il precedente caso Prince. Non ci sono particolari differenze tra la musica di Giardini e quella di Moltheni se non che, per un motivo misterioso (la maturità?) è decisamente migliore. Siamo comunque dalle parti del cantautorato più autenticamente rock, con esibizione di testi non convenzionali che rifiutano la rima "cuore / amore". Giardini ha perso i propri fastidiosi stilemi vocali, che lo facevano assomigliare a Carmen Consoli (!!!). Adesso è più educato ed assomiglia semmai ad Alberto Ferrari dei Verdena. Comunque un artista ritrovato, che punta decisamente al top del cantautorato italiano. Amare male potrebbe pure ben figurare in un qualunque Festival di San Remo condotto da Fabio Fazio.

Assomiglia a: Paolo Benvegnù, Afterhours

Dove ascoltarlo: nello studio di un alchimista.

 Lorenzo Allori