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BILL EVANS The Complete Village Vanguard Recordings, 1961

Registrazione: 25 giugno 1961

Anno di pubblicazione: 2005

 


Brani:

CD 1 - Afternoon Set 1: spoken introduction - Gloria's Step (take 1, interrupted) - Alice In Wonderland (take 1) - My Foolish Heart - All Of You (take 1) - announcement and intermission; Afternoon Set 2: My Romance (take 1) - Some Other Time - Solar

CD 2 - Evening Set 2: Gloria's Step (take 2) - My Man's Gone Now - All Of You (take 2) - Detour Ahead (take 1); Evening Set 2: discussing repertoire - Waltz For Debby (take 1) - Alice In Wonderland (take 2) - Porgy (I Loves You, Porgy) - My Romance (take 2) - Milestones

CD 3 - Evening Set 3: Detour Ahead (take 2) - Gloria's Step (take 3) - Waltz For Debby (take 2) - All Of You (take 3) - Jade Visions (take 1) - Jade Visions (take 2) - ... a few final bars.    

 

Musicisti: Bill Evans (piano); Scott La Faro (bass); Paul Motian (drums).

 

Se guardate la data d'incisione, non vi sfuggirà certamente che siamo ormai arrivati al 50° compleanno di questo immortale capolavoro della storia del jazz. Nella loro completezza, tuttavia, sono registrazioni che abbiamo a nostra disposizione solo da cinque anni, e cioè da quando questo meritorio cofanetto ha visto la luce per la Riverside Records. Il cofanetto integra le due singole incisioni precedentemente disponibili (Sunday At The Village Vanguard e Waltz For Debby) aggiungendo una versione finora inedita di Gloria's Step, rimasterizzando tutto il materiale e (soprattutto) ripresentandolo nella sequenza originale di quella lontana domenica al Village Vanguard di New York, con i due set pomeridiani seguiti dai tre serali, col rumore del pubblico, il tintinnio dei bicchieri, le battute tra i musicisti... L'effetto verità è clamoroso e sembra veramente trasportarci lì,al centro dell'evento, come nel sogno più riposto di ogni jazz fan. Quello che conta, tuttavia, rimane pur sempre la musica, ‘ripulita' a meraviglia per testimoniare l'imperatura grandezza di un genio del pianoforte jazz ed, insieme, di un trio che non sarebbe più stato imitato da nessuno - neanche da se stesso, purtroppo...

Non era stato facile convincere Bill Evans a registrare dal vivo. Timidezza e insicurezza lo bloccavano da sempre, e neanche l'ingaggio con Miles Davis e dischi epocali come Kind Of Blue erano valsi a convincerlo fino in fondo delle proprie capacità. Dal 1959, tuttavia, aveva formato un trio stabile con Paul Motian alla batteria e il giovanissimo bassista Scott La Faro. Con questa formazione aveva registrato due album, Portrait In Jazz alla fine di quell'anno ed Explorations nel 1961, dischi consistenti, con qualche gemma assoluta (come Spring Is Here da Portrait In Jazz) e l'esplorazione di un nuovissimo tipo di interplay tra i musicisti. Non più e non soltanto il pianoforte in evidenza, con basso e batteria a fornire il doveroso supporto ritmico, ma piuttosto quella che il pianista italiano Enrico Pieranunzi, grande fan di Evans e autore di un prezioso libretto su di lui, definirà una "improvvisazione simultanea a tre voci". Gran peso in questo aveva il voicing liberissimo al basso di Scott La Faro, capace di portare Evans con discrezione verso quella sensazione intima di ‘colloquio a tre' che lui stesso cercava. Una rivoluzione a bassa voce che si esplicherà soprattutto nelle magistrali interpretazioni di ballads o, comunque, di brani a tempo lento, brani che costituiscono anche l'ossatura dei set del Village Vanguard. A metà del 1961 la confidenza che Evans nutriva nella potenzialità del trio era decisamente cresciuta e il passo dell'album dal vivo era sembrato la semplice conseguenza dell'evoluzione compiuta nei precedenti tre anni. E come location, il Village Vanguard era il top.

Come pochissimi altri dischi jazz, questi sono album universali. Adatti, senza esclusioni, ad ogni tipo di ascoltatore. Il jazz fan ci ritroverà tutto quello per cui adora la sua musica, ma l'ascoltatore occasionale, e magari abituato alla classica o al rock, ha altrettante chances di rimanerne affascinato per sempre. Per il lirismo di Evans, la sua cantabilità, la sua dolcezza anche nei tempi più swingati. Un lirismo che peraltro nasconde profondissime influenze classiche, da Chopin ai russi a Debussy, come risulta evidente nelle ballads distillate dai pochi tocchi strumentali come pennellate su un quadro impressionista. Ce n'è davvero per tutti, in questi tre CD meravigliosi. Io scelgo una versione da brivido della gershwiniana My Man's Gone Now, l'immortale Waltz For Debby e l'incantevole Jade Visions di Scott La Faro, omaggio a un grande musicista che soltanto dieci giorni dopo quella splendida serata, il 5 luglio 1961, sarebbe morto in un incidente d'auto. Chiamatelo pure destino, ma questo trio, questa musica, non avrebbe mai più avuto un seguito. E lasciatemi chiudere con una piccola, ridicola preghiera: il 25 giugno di quest'anno, a qualsiasi ora, mettete sul piatto questi tre CD e ascoltateli in heavy rotation. Lasciate che vi accompagnino la giornata, come per quei pochi fortunati di cinquant'anni fa. Ah, chiaramente: comprateli, prima. Anche perché non ve l'ho ancora detto, ma in tutto non costano nemmeno venti euro.

Siete ancora qui?

 

 Luca Perlini