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Dizzy Gillespie – The Complete RCA Victor Recordings

 Le "pietre miliari jazz" di Radiogas
 

Anno di pubblicazione: 1995

 

Brani: Manteca / Anthropology / King Portet Stomp / Yours And Mine / Blue Rhythm Fantasy / Hot Mallets / 52nd Street Theme (take 1 e 2) / A Night In Tunisia (take 1 e 2) / Ol' Man Rebop / Ow! / Oop - Pop - A - Da / Two Bass Hit / Stay On It / Algo Bueno (Woody N'You) / Cool Breeze / Cubana Be / Cubana Bop / Ool - Ya - Koo / Minor Walk / Good Bait / Guarachi Guaro / Duff Capers / Lover, Come Back To Me / I'm Be Boppin' Too (take 1 e 2) / Swedish Suite / Saint Louis Blues / I Should Care / That Old Black Magic / You Go To My Head / Jump Did-Le Ba / Dizzier And Dizzier / Hey Pete! Let's Eat More Meat / Jumpin' With Symphony Sid / If Love Is Trouble / In The Land Of Oo-Bla-Dee / Overtime (take 1 e 2) / Victory Ball (take 1 e 2)

 

Musicisti: Dizzy Gillespie (tromba e voce), Bill Dillard (tromba e voce), Shad Collins (tromba), Dicky Wells (trombone), Russell Procope (sax contralto), Howard Johnson (sax contralto), Robert Carroll Hill (sax tenore), Sam Allen (pianoforte), John Smith (chitarra), Richard Fullbright (contrabbasso), Bill Beason (batteria), Benny Carter (sax contralto), Coleman Hawkins (sax tenore), Ben Webster (sax tenore), Chu Berry (sax tenore), Lionel Hampton (vibrafono), Clyde Hart (pianoforte), Charlie Christian (chitarra), Milt Hinton (contrabbasso), Cozy Cole (batteria), Don Byas (sax tenore), Milton Jackson (vibrafono), Al Haig (pianoforte), Bill DeArango (chitarra), Ray Brown (contrabbasso), JC Heard (batteria), Dave Burns (tromba), Elmon Wright (tromba), Matthew McKay (tromba), Ray Orr (tromba), Taswell Baird (trombone), William Sheperd (trombone), John Brown (sax contralto), James Moody (sax tenore), Joe Gayles (sax tenore), Cecil Payne (sax baritone), John Lewis (pianoforte), John Collins (chitarra), Joe Harris (batteria), Kenny Hagood (voce), Lamar Wright (tromba), Ted Kelly (trombone), Nick Nicholas (sax contralto), Al McKibbon (contrabbasso), Kenny Clarke (batteria), Chano Pozo (batteria, percussioni e voce), Willie Cook (tromba), Andy Duryea (trombone), Sam Hurt (trombone), Jesse Tarrant (trombone), Budd Johnson (sax tenore), James Forman (pianoforte), Teddy Stewart (batteria), Joe Harris (batteria e percussioni), Sabu Martinez (percussioni e voce), Benny Harris (tromba), Yusef Lateef (sax tenore), Al Gibson (sax baritono), Vince Guerra (batteria e percussioni), Johnny Hartman (voce), Joe Carroll (voce), J.J. Johnson (trombone), Charles Greenlea (trombone), Miles Davis (tromba), Fats Navarro (tromba), Kai Winding (trombone), Buddy DeFranco (clarinetto), Charlie Parker (sax contralto), Charlie Ventura (sax tenore), Ernie Caceres (sax baritone), Lennie Tristano (pianoforte), Billy Bauer (chitarra), Eddie Safranski (contrabbasso), Shelly Manne (batteria).

 

Se provaste a chiedere ad un appassionato di jazz il nome del più grande trombettista della storia, molti vi indicherebbero le straordinarie capacità polmonari di Louis Armstrong, altri la liricità di Miles Davis, altri ancora la vita maledetta di Chet Baker, infine, forse i più raffinati citerebbero le stelle lucentissime di Clifford Brown e di Lee Morgan. Pressoché nessuno risponderebbe con Dizzy, che invece è senza ombra di dubbio un caposcuola e un punto di riferimento imprescindibile per chi si avvicini al jazz. Classe 1917, Gillespie è stato colui che ha fatto uscire la tromba dal ghetto orchestrale degli ottoni, per reinventarsela come strumento solista di grande duttilità. Le sue note altissime hanno fatto scuola, così come i suoi assoli velocissimi. Purtroppo il miglior Gillespie di sempre non è stato tramandato discograficamente fino a noi. Chi lo vide creare letteralmente il Be - Bop sulla 52nd Street di New York City, in combutta con il geniale sassofonista Charlie Parker, afferma che quello sia stato il combo migliore della storia del jazz. Un gruppo in cui Bird e Diz cercavano di superarsi a vicenda proponendo ritmi ed assoli pazzeschi a ripetizione. Mentre Parker avrebbe visto la propria stella oscurarsi progressivamente per gravissimi problemi di dipendenza dall'eroina, Dizzy avrebbe superato indenne quella stagione degli eccessi, continuando a proporre il proprio jazz ad alto tasso energetico, con una particolare predilezione per le orchestre ed i gruppi allargati.

Tutto di Gillespie era rivolto all'intrattenimento del proprio pubblico (soprattutto bianco): lo straordinario senso dell'umorismo, le trombe "periscopiche", l'originale forma della barba ed anche gli improbabili baschi militari sfoggiati come copricapi. Per molti attivisti dei diritti civili lui fu, dopo Armstrong, il secondo "Zio Tom" del jazz, ma Gillespie non era certo tipo da fare attenzione alle malelingue. Aveva troppo a lungo dovuto patire i morsi della fame in gioventù per rinunciare a sorridere facendo la cosa che più gli piaceva al mondo, ovvero improvvisare dal vivo il jazz.

Questa straordinaria raccolta in doppio cd ci propone Dizzy in registrazioni che vanno dal 1937 al 1949. Basta scorrere l'elenco dei musicisti coinvolti per capire che il nostro ha rappresentato nel bene e nel male quell'epoca favolosa di grande rinnovamento del linguaggio jazzistico. Tutti o quasi hanno finito per accompagnare il "maestro delle note impossibili", anche personaggi all'apparenza musicalmente molto lontani da lui, come Lennie Tristano o Yusef Lateef.

A distanza di oltre sessant'anni possiamo dire, senza rischio di smentita, che Gillespie ci ha lasciato la sua incredibile tecnica strumentale, che ancora ci lascia stupiti e scossi, la sua continua ricerca di coniugare jazz e ritmi caraibici (in particolare cubani) e brani che sono divenuti veri e propri "standard" del nuovo jazz, come Manteca, 52nd Street Theme, A Night In Tunisia o Woody N'You.

Quasi dimenticavo di dire che ci ha lasciato anche il suo eterno sorriso e la sua impareggiabile voglia di vivere. Non è poco.

 Lorenzo Allori