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John McLaughlin & Carlos Santana – Invitation To Illumination: Live At Montreux 2011

Anno di pubblicazione: 2015

Nazione: Gran Bretagna / Messico

Genere: fusion

Giudizio: ***

 

Brani: Echoes Of Angels / The Life Divine / Peace On Earth / A Hard Rain's A - Gonna Fall / Stairway To Heaven / Our Prayer / SOCC / Right Off / Vuelta Abajo / Vashkar / The Creator Has A Master Plan / Lotus Land Op. 47, Number One / Downstairs / Venus / Upper Egypt / Let Us Go Into The House Of The Lord / Black Satin / Drums Solo / A Love Supreme / Shake It Up And Go

 

Brano migliore: The Creator Has A Master Plan

 

Musicisti: John McLaughlin (chitarra, voce), Carlos Santana (chitarra, voce), Cindy Blackman Santana (batteria), Dennis Chambers (batteria), David K. Matthews (tstiere), Tommy Anthony (chitarra, voce), Paul Rekow (percussioni), Etienne M'Bappé (basso elettrico), Benny Rietvield (basso elettrico), Tony Lindsay (voce), Andy Vargas (voce), Claude Nobs (armonica)

 

Nel periodo '73 - '76, John McLaughlin e Carlos Santana collaborarono spesso insieme. Fu una collaborazione in nome di una fusion molto morbida, con frequenti accenti rhythm n'blues, che fruttò peraltro un discreto album intitolato Love, Devotion And Surrender. La strana coppia funzionava proprio per l'enorme disparità delle forze in campo. Carlos è da sempre un chitarrista cresciuto a pane, blues e tradizionali messicani. John è la "mitragliatrice umana" (come lo definì un perfido Frank Zappa). La sua tecnica è inarrivabile e spesso lanciata in supersoniche improvvisazioni. Il loro punto d'incontro è il jazz modale, la fusion da balera e la spiritualità declinata dalle meditazioni orientali e dal free jazz.

Nel 2011 i due tornarono insieme per un evento che li vedeva uniti nel nome dei vecchi tempi e della trascendenza verso una qualche entità suprema. Questo doppio dal vivo è la testimonianza di quell'esibizione. I due ancora una volta si scambiano gli assoli che è una meraviglia e riescono miracolosamente a far convivere insieme i Led Zeppelin, Bob Dylan, John Lee Hooker, il Miles Davis elettrico, John Coltrane e Pharoah Sanders. E non parliamo nemmeno delle citazioni, che vanno da Michael Jackson agli Animals, senza soluzioni di continuità. Buona anche l'idea di formare una sorta di "doppio power trio" (del restio io ho sempre considerato McLaughlin il "Robert Fripp del jazz" - passatemi il paragone).

I momenti migliori si hanno quando le redini le prende in mano McLaughlin con Vuelta Abajo del suo amico Tony Williams (i due hanno suonato insieme alla corte di Davis, ma anche nell'effimero progetto del Trio Of Doom, insieme a Jaco Pastorius) e con un'intensa versione di The Creator Has A Master Plan di Pharoah Sanders. I momenti peggiori quando si gioca a rifare Coltrane in punta di dita.

In definitiva un disco gradevole, ma composto da una forma musicale risultata sconfitta dalla storia.

  Lorenzo Allori