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PAUL MOTIAN Trioism

 

Anno di pubblicazione: 1994

 

Brani: It’s Should’ve Happened A Long Time Ago / Cosmology / Blue Midnight / Congestion / Monica’s Garden / Jack Of Clubs / Play / In Remembrance Of Things Past / Zabel / Endgame

 

Musicisti: Paul Motian (batteria), Bill Frisell (chitarra), Joe Lovano (sax tenore), Dewey Redman (sax tenore)

 

Il 22 novembre del 2011 è scomparso, ottantenne, Paul Motian: uno degli Dei della batteria jazz. Motian è stato il più apprezzato stilista di questo strumento degli anni ’60 e la sua influenza ha finito per condizionare anche la musica dei decenni successivi. Tutti ce lo ricordiamo nei grandi trii pianistici sotto la leadership carismatica di Bill Evans e di Keith Jarrett, oppure nel fantasmagorico Liberation Music Orchestra di Charlie Haden o, ancora, come compagno di tante avventure del pianista canadese Paul Bley.

Se il suo amico Charlie Haden viene correntemente definito “il poeta del contrabbasso”, Paul Motian è stato allora il “poeta della batteria”. Le sue bacchette, ricche di sfumature sui piatti e vigorose sulle pelli, hanno saputo creare interi mondi in cui si è crogiolata la nostra fantasia.

Dalla fine degli anni ’80 in poi, Motian è stato uno dei musicisti preferiti della scuderia ECM, affiancando spiriti affini come Bill Frisell o suonando da leader. E’ proprio una grande prova di leadership quella che vi proponiamo per ricordarlo. Non è un disco ECM, ma ne possiede lo stesso fascino etereo e sperimentale al tempo stesso. Motian qui si cimenta nell’arte di un trio irregolare: batteria / chitarra elettrica / sax tenore. I due compagni sono il raffinato e già citato Frisell e lo spigoloso Joe Lovano. Nel solo brano In Remembrance Of Things Past, Lovano viene sostituito dal veterano free jazz Dewey Redman.

La musica di questo disco è difficile ed astratta, quasi incorporea. Talvolta strizza l’occhio alla new thing freeform degli anni ’60, altre volte ha intenzioni descrittive quasi di natura cinematografica ma, ed è quello che più conta, Trioism è un piccolo grande gioiello del jazz anni ’90, che ci racconta in pieno l’arte di Paul Motian. Un leader talmente illuminato da lasciare il giusto spazio agli assoli dei sassofonisti, riuscendo nel contempo a sciorinare un sacco di registri diversi (ascoltate proprio In Remembrance Of Things Past o Jack Of Clubs per credere). Siamo lontanissimi dalla tellurica propulsione dei dischi da leader di Art Blakey o di Elvin Jones, dai quali del resto Paul Motian appare lontano come lo può essere un John Coltrane da un Lee Konitz.

Altro aspetto da segnalare doverosamente di Trioism è che il nostro è anche autore di tutti i dieci brani in scaletta. Ci mancherai Paul. E voi aspettatevi altre recensioni di dischi in cui ha suonato questo immenso musicista.

 Lorenzo Allori