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STEFANO BOLLANI Stone In The Water

 

Genere: Jazz

Provenienza: Italia

Anno/Etichetta: 2009/ecm

Voto: *****

Stefano Bollani, pianoforte/ Jesper Bodilsen, contrabbasso/ Morten Lund, batteria

Dom de iludir / Orvieto / Edith / Brigas nunca mais / Il cervello del pavone / Un sasso nello stagno / Improvisation n.13 en La mineur / Asuda / Joker In The Village.

 

Ci arrivo tardi. Questo disco ha già vinto il referendum 2010 indetto dalla rivista “Musica Jazz” come incisione Top Jazz 2009.

 

Qui Bollani ritrova il suo lato più intimistico, poetico, più strettamente tecnico e virtuoso della sua variopinta ed eclettica carriera. Lo fa aiutato dai suoi amici danesi Morten Lund alla batteria e Jesper Bodilsen al contrabbasso. Un raro esempio di assoluto feeling (o interplay) tra musicisti. Credo che sia questa la principale magia che si materializza quando si ascolta questa semplice e scarna formazione musicale: pianoforte, basso, batteria.

 

L’universo che si spalanca davanti a noi nasce e prende forma proprio grazie al continuo dialogare tra i tre strumenti, come se il passaggio tra un brano e l’altro non fosse scandito in altro modo che dalla breve e silenziosa pausa che li separa l’uno dall’altro nello scorrere del disco.

 

In questo terso, etereo, rapporto spazio-tempo, ritroviamo in giusto equilibrio, il mai sopito amore di Bollani per la musica brasiliana (Dom de iludir e Nunca bringa mais) e la citazione alla musica colta europea della Improvvisazione n.13 in La minore di Francis Poulenc. Prosegue con quello che a mio parere è il brano migliore di questo lavoro Orvieto del contrabbassista Bodilsen, affiancato dalla composizione originale di Bollani Il cervello Del pavone. In più parti non manca mai l’affiorare di un elegante swing grazie al raffinato drumming di Lund e allo scandire preciso di Bodilsen.

 

Da ascoltare in buon silenzio e in ogni luogo a voi caro che possa far nascere diafane emozioni. Semplicemente bello.

 Marco Milanesi