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ADELE – 21

 

Anno di pubblicazione:Gennaio 2011

Etichetta: XL Recordings/Columbia

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: Soul / Blues

Voto:***1/2

Brani migliori: Rumor Has It, Don't You Remember, Lovesong, Hidding My Heart

 

 

Certo da quei tre brani caricati su MySpace che le erano valsi un contratto con la XL Recordings ne è passato di tempo. Dopo il successo internazionale di 19, osannato da pubblico e critica , premiato con due Grammy Awards, e innumerevoli dischi di platino, Adele ha dovuto fare i conti con il traumatico secondo album e ce lo ha fatto aspettare per ben tre anni.

Continuando cronologicamente, e forse non senza un pizzico di scaramanzia, sulla via intrapresa con 19, il secondo album si chiama semplicemente 21, forse a sottolineare che ora Adele è cresciuta anche come donna e come cantautrice, soprattutto con l'aiuto di produttori del calibro di Rick Rubin e Paul Epworth. Infatti 21 è un album inaspettatamente "adulto" e dal sapore retrò, elegante e raffinato, ce lo saremmo aspettato tranquillamente da una cantante quarantenne e non da una ragazza poco più che ventenne. Il sound è ricercato, a tratti oscuro, intriso di blues, come del resto è anche la voce di Adele stessa, che di traccia in traccia si fa sensuale, arrabbiata, travolgente e misteriosa.I testi, seppure restando sulla falsa riga delle tematiche già affrontate nell'album precedente (amore, amicizia etc.) sono sicuramente più maturi e liricamente ricercati.

La prima parte del disco funziona alla grande attraverso l'energia di Rolling In The Deep, il blues di Rumor Has It, l'R&B di Turning Tables, la malinconia di Don't You Remember, il pop di Set Fire To The Rain, e l'amarezza di He Won't Go. Da Take It All c'è un leggero calo di tensione a favore di un maggior "sentimentalismo", che contraddistingue tutta la seconda parte del disco, in cui la voce di Adele si fa un po' troppo pop, non sfruttando a pieno le sue possibilità, pur restando gradevolissima, con dei passaggi degni di Ella Fitzgerald e Barbara Streisand. Come in 19, dove la giovane londinese si era cimentata con Make You Feel My Love di Bob Dylan, anche in 21 troviamo una cover, in questo caso però veramente sorprendente, di Lovesong dei Cure. Anche Robert Smith non potrebbe obbiettare nulla sul fatto che Adele è riuscita a stravolgere del tutto questa canzone rendendola propria.

Insomma una seconda prova di gran classe anche se non esattamente attuale (e questo non è in nessun modo un difetto, anzi...) da una cantautrice che speriamo in futuro continui a regalarci dischi di questo livello.

 

 Francesca Ferrari