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AIDAN MOFFAT & BILL WELLS Everything's Getting Older

 

Anno di pubblicazione: Maggio 2011

Etichetta: Chemikal Underground

Provenienza: Scozia (UK)

Genere: Pop/Folk/Jazz

Voto: ***1/2

Brani migliori:  The Great Story Ever Told, The Sadness In Your Life Will Slowly Fade, Ballad Of The Bastard.

 

Dopo il successo in coppia con Malcom Middleton sotto il nome di Arab Strap, Aidan Moffat non ha fatto altro che seguire il suo istinto creativo e cimentarsi con molteplici progetti, a volte folli, ma sempre sperimentali e differenti. L'ultimo in linea di tempo è Everything's Getting Older, nato dalla collaborazione con Bill Wells, compositore e polistrumentista di stampo jazz che avevamo già intravisto insieme ad altri artisti quali i Pastels e Isobel Campell (ex Belle and Sebastian). I due si erano incontrati e studiati a distanza dal 2003, ma l'idea fugace di fare un album insieme è arrivata a compimento solo ora.

Che tutto invecchi è un dato di fatto, e che un ragazzone scozzese che raccontava di amori e di sbronze diventi un uomo e padre di famiglia, con una visione del mondo più seria e matura, è altrettanto un dato di fatto ampiamente dimostrato nelle 12 tracce di questo disco. La voce del barbuto ex Arab Strap è sempre più cavernosa, profonda, perfetta per raccontare storie e testimonianze, su un tessuto sonoro che risente molto del jazz di Wells, in cui il pianoforte è l'assoluto protagonista.

Si parte dal breve intro strumentale di Tasogare, per sfociare nella ricercata ripetitività di Let's Stop Here in cui è la voce di Moffat a tenerci incantati in ascolto. Cages è una parentesi in cui su un tessuto dissonante la voce si fa ancora più profonda rinunciando al canto per un tono parlato da cantastorie, episodio che si ripete anche in the Copper Top, per perdersi nella dirompente A Short Song To The Moon. Ma l'apice espressivo della coppia Moffat/Wells è raggiunto nell'elegante malinconia delle ballate, molto spesso di amori passati, in cui il dark-jazz dell'accompagnamento si lega e si completa alla perfezione con la voce di Aiden.

E allora ecco Ballad Of The Bastard nella sua disarmante semplicità, The Great Story Ever Told, dal sapore vagamente Bright Eyes, e The Sadness In Your Life Will Slowly Fade.

A completare un album dal perfetto equilibrio tra jazz e pop, tra malinconia e distacco, tra quello che è stato e quello che è, le note di una ninnananna moderna quale And So We Must Rest che si perdono pian piano nel silenzio come portate via da una improvvisa folata di vento.

 

 Francesca Ferrari