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Agnes Obel – Citizen Of Glass

Anno di pubblicazione: 2016

Provenienza: Danimarca

Genere: pop orchestrale

Voto: ****

Brano migliore: Stretch Your Eyes


Commento: La pianista e compositrice danese (ma ormai tedesca di adozione) giunge al suo terzo album e continua a ricolmare gli ascoltatori di tutti i principali doni elargiti dalla grande musica. In Citizen Of Glass, concept album che parla di social network e dell'uso errato che viene effettuato di essi, ci sono pochi strumenti a referto: ogni genere di tastiera, marimba, archi campionati, effetti elettronici vari e la voce della nostra Agnes, che è un vero e proprio strumento aggiunto (ascoltate Trojan Horses o Citizen Of Glass per averne conferma). Parte del fascino di queste composizioni è dato dal fatto che sono assolutamente aliene ad una qualsivoglia influenza rock o blues. La formazione della Obel è chiaramente classica e la musica che lei compone ed esegue è scritta su uno spartito, mantenendo sempre una certa caratteristica cameristica. L'utilizzo di strumentazione elettronica è l'unica cosa che la distingue da certe composizioni minimaliste. In ogni caso qui si parla di canzoni, che mantengono in un modo totalmente misterioso anche una forma decisamente pop e sempre godibile. Grande disco.


Assomiglia a: Kate Bush, Johanna Newsom, Bjork

Dove ascoltarlo: in un incontaminato bosco di abeti.
 Lorenzo Allori