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Deftones – Gore

Anno di pubblicazione: 2016

Provenienza: U.S.A.

Genere: metal

Voto: ***

Brano migliore: Phantom Bride


Commento: C'è un momento topico nella storia dei Deftones e corrisponde all'uscita del loro storico album White Pony (2000). Prima di quella data i Deftones erano una delle band nu metal più quotate al mondo. Con quel disco invece iniziarono a strizzare l'occhio alle sonorità dark wave anni '80 (non un caso isolato, poiché poco dopo anche i Korn fecero altrettanto con Untouchables). I Deftones però da quel punto hanno saputo costruirsi una nuova carriera, progressivamente sempre più lontana dal metal ed invece quasi affine all'emo rock. Gore non si discosta molto dai discreti predecessori ed anzi semmai sfodera qualche volta gli artigli come ai vecchi tempi (la title track ha un tiro quasi hardcore punk, con la voce di Chino Moreno che torna quasi in territori growl). Detto che White Pony rimane comunque di un'altra categoria, occorre fare tanto di cappello ad un gruppo che ha testardamente cercato e trovato una propria dimensione dopo la diaspora del nu metal. A Gore partecipa anche Jerry Cantrell, chitarrista e leader degli Alice In Chains, che regala un bellissimo assolo nel pezzo migliore della scaletta (la power ballad Phantom Bride).


Assomiglia a: A Perfect Circle

Dove ascoltarlo: su una piattaforma petrolifera del Mare del Nord.