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Duke Garwood – Garden Of Ashes

Anno di pubblicazione: 2017

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: blues, folk, classic rock

Voto: ***1/2

Brano migliore: Move Softly


Commento: L'incontro con un gigante come Mark Lanegan deve davvero segnare la vita di un musicista. Duke Garwood ha realizzato insieme all'orco di Seattle un album di livello appena sufficiente (Black Pudding del 2013), ma da allora la sua carriera e la sua musica non sono più state le stesse. Ed ovviamente non sto alludendo alla maggiore notorietà portata in dote dalla frequentazione con un mostro sacro della musica rock degli ultimi trenta anni. Garwood non sembra per niente inglese e suona la chitarra esattamente come si dovrebbe fare per accompagnare canzoni replicanti di quelle contenute nei primi album solisti di Lanegan. Solo che il nostro Mark ormai è divenuto un'icona ed un artista molto più eclettico di quello che si applicava solo sulle ballate per tabagisti terminali (e magari si fosse limitato solo a fumare qualche cicca in più). Invece Duke Garwood è ancora proprio quello lì, con una capacità vocale molto meno estesa (off course), ma con le stesse tenebre conficcate nel cervello e nel cuore. Garden Of Ashes è di gran lunga il suo migliore disco, ma purtroppo resta il fastidio "da cover band".


Assomiglia a: Mark Lanegan, Mark Lanegan ed ancora Mark Lanegan.

Dove ascoltarlo: a Tale e quale show ("cool rockstar edition"). Al posto di Carlo Conti conduce Manuel Agnelli, che mette doverosamente subito a frutto la sua nuova carriera.

 Lorenzo Allori