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Durutti Column - A Paean To Wilson


Provenienza: Inghilterra

Anno: 2010

Genere: ambient-post punk

Voto: ****

Brani migliori: Chant, Duet With Piano, The Truth


Vini Reilly e i suoi Durutti Column erano il rebus di casa Factory. Perché Manchester e il mondo potevano esplodere dietro ai Joy Division o agli Happy Mondays, la Factory poteva morire e rinascere e la musica cambiare, ma Reilly continuava quietamente a ricamare atmosfere avvolgenti, melodie per chitarra ed echi da qualche parte tra Brian Eno e il John Martyn più sperimentale... Erano il gingillo di Tony Wilson, i Durutti Column. O il gioiello, dato che per il patron della Factory avevano qualcosa in più del resto della squadra, una qualità impalpabile ma fondamentale: l'atemporalità. Per Wilson non sarebbe stato Ian Curtis a far ricordare la Factory, ma Vini Reilly. E tanti anni dopo, al letto di morte del suo ex capo, Reilly ha deciso di provarci davvero, realizzando, vent'anni dopo "Vini Reilly", il suo secondo capolavoro.

"A Paean To Wilson" è una suite di brani strumentali in memoria di Tony Wilson, composti e suonati da Reilly con pochi e fidati compagni (tra cui John Metcalfe, l'arrangiatore di "scratch my back" di Peter Gabriel). Comincia col sample di una frase di Wilson che, in pochi secondi, si fa puro suono e introduce Chant, dieci minuti di elegiaca e commovente malinconia, quasi un sunto di trent'anni di carriera.

Attraversiamo memorie latine (Quatro), improvvisi sussulti elettrici (Requiem) e il fantasma vocale del Marvin Gaye di "What's Going On" (Brother, The Truth), fino a un meraviglioso auto-remake (Duet For Piano) e al sample finale di un corrosivo commento di Wilson sul New Labour di Tony Blair (How Unbelievable). Come a ricordarci che anche la musica più intima, e più privata, non può sfuggire al confronto con la realtà.

 Luca Perlini