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Eric Clapton – I Still Do

Anno di pubblicazione: 2016

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: blues, soul, folk

Voto: ***1/2

Brano migliore: Cypress Grove


Commento: Nel 1973 Eric Clapton era una rockstar sul viale del tramonto. Le sue dipendenze da droghe ed alcol ne avevano drasticamente ridotto prospettive e talento. L'incontro con il produttore Glyn Johns cambiò il corso delle cose. Il nuovo Clapton era una musicista completamente diverso. La classe ed il citazionismo iniziarono a contare anche di più dei lunghi assoli di chitarra blues. Quella cifra stilistica, in bilico tra black music ed AOR, divenne proverbiale e probabilmente gli salvò pure la vita. Riecco nel 2016 l'accoppiata Clapton / Johns ed ancora una volta il disco non delude. Non mancano i consueti omaggi agli "autori feticcio" del nostro (ci sono due cover di J.J. Cale ed una di Robert Johnson), ma Eric dimostra di sapere ancora come scrivere una canzone, esplorando questa volta anche il funk ed il folk (molto bello l'arrangiamento della dylaniana I Dreamed I Saw St. Augustine, con la fisarmonica di Dirk Powell in evidenza). Un motivo di interesse è dato dal duetto presente nella bella ballata pop I Will Be There. Le note di copertina accreditano la voce e la chitarra di un sedicente "Angelo Mysterioso", ma sembra proprio che si tratti di Dhani Harrison, figlio dell'amico / rivale in amore George. Sinceramente non mi aspettavo più un album di questo livello da Eric Clapton. Per me è il suo migliore in studio fin dai tempi del blues ortodosso di From The Craddle (1994).


Assomiglia a: a The Slowhand di Eric Clapton

Dove ascoltarlo: in una galleria di ritratti dei grandi del XX secolo.

 Lorenzo Allori