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Justin Currie – The Great War

 

Anno di pubblicazione: Maggio 2010

Etichetta: Rykodisc

Provenienza: Scozia (U.K.)

Genere: Rock

Voto: ****

Brani migliori: Man With Nothing To Do, Can't Let Go Of Her Now, You'll Always Walk Alone, Home Inside Of Me


A tre anni dal debutto solista con What Is Love For, un album dalle atmosfere malinconiche e intimiste, l'ex membro dei Del Amitri, Justin Currie, si ripresenta con nuovo lavoro, una serie di classiche ballate di stampo vagamente americano.
The Great War conferma la prolificità del cantautore scozzese che, dopo la parentesi semiacustica di What Is Love For, torna a lavorare con una vera e propria backing-band, ritrovando la giusta grinta e un sound più corposo e familiare.

Il risultato è affascinante e coinvolgente, anche se a tratti eterogeneo: Currie dà libero sfogo alla sua vena creativa destreggiandosi abilmente tra undici tracce assai differenti tra loro per stile e contenuti. Si passa dall'arrangiamento trascinante e movimentato di pezzi come Man With Nothing To Do, singolo che ha anticipato l'uscita dell'album, a brani orecchiabili come Can't Let Go Of Her Now e Ready To Be, per poi passare all'irresistibile riff di At Home Inside Of Me, arrivando in fine alla intensa e toccante ballata pianistica You'll Always Walk Alone, vera perla di tutto l'album, in cui l'autore racconta la solitudine che accompagna l'esistenza di ognuno di noi, toccando probabilmente il vertice della sua carriera compositiva. Tra gli altri brani c'è sicuramente da ricordare le contaminazioni elettroniche di Everyone I Love e il sound minimalista di Fight To Be Human che concorrono a rendere ancora più interessante questo lavoro.

In molti, all'ascolto di The Great War, alla domanda "assomiglia a" hanno riposto Elvis Costello (soprattutto ascoltando brani come The Way That It Falls) ma noi preferiamo dire che assomiglia a Justin Currie, non l'avete mai ascoltato? Beh, direi che sarebbe il caso il farlo, perchè anche se probabilmente The Great War non cambierà la storia del rock, è un album solido, coinvolgente e mai banale, dalla notevole intensità lirica, che segue le basi classiche del rock senza tentare voli pindarici o improbabili sperimentazioni, non cadendo mai però nella prevedibile banalità del pop-rock.

 FrancescaFerrari