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MUDHONEY Vanishing Point

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: U.S.A.

Genere: alternative rock

Voto: ***

Brano migliore: The Final Course


Commento: nel corso di ormai quasi trenta anni, il sound dei Mudhoney ha avuto pochissime variazioni. Rispetto agli inizi proto punk, la band di Seattle ha sicuramente inglobato elementi blues (e lo dimostra la collaborazione di qualche anno orsono con Jim Dickinson), ma si tratta comunque di un retrogusto inserito in modo posticcio sui consueti riff depravati ed alcolici. La verità è che Mark Arm, Steve Turner & soci dovevano vivere nella Detroit degli anni '60 e soltanto il caso li ha invece fatti nascere nello Stato di Washington e proprio nel momento della grande esplosione del "grunge". Ma il cosiddetto "grunge" sarebbe esistito senza i Mudhoney? Bella domanda. Molti testimoni dicono che i Nirvana suonavano in modo molto meno selvaggio prima di vedere dal vivo questi folli squinternati e riascoltando il loro esordio, il mitico ep di lunga durata Superfuzz Bigmuff (1987), non si può fare a meno di crederci. La forza dei Mudhoney è in fondo sempre stata quella di avere fede incrollabile nel rock n'roll e di non prendersi troppo sul serio. Volete una conferma? Traccia n.7 di Vanishing Point, titolo I Don't Remember You, brano garage degno dell'uomo di Neanderthal; nel ritornello Mark Arm cita in modo sornione Purple Haze di Jimi Hendrix. Applausi e risate.


Assomiglia a: MC5, The Stooges, Nirvana

Dove ascoltarlo: al posto dell'orchestrina dell'esercito della salvezza.

 Lorenzo Allori