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TRAFFIC - John Barleycorn Must Die (deluxe edition)

 

Anno: edizione deluxe 2011

Etichetta: Universal-Island

Voto: *****

Brani migliori: buona parte del secondo disco per le sue versioni alternative (su tutte Glad / Freedom Rider). Tutte le tracce, dalla prima alla sesta, del primo disco!

 

 

Lo spirito del grano deve morire.

Una copertina color sabbia; al centro il disegno di un covone, l'ultimo covone, lo “spirito del grano” alias “John Barleycorn”. John Barleycorn Must Die - brano che da il titolo ad un album dei Traffic che passerà alla storia come una delle pagine più affascinanti della storia del rock - attinge direttamente dalla tradizione contadina ed in particolar modo da un rito molto antico, quello della mietitura del grano. Il grano, una volta cresciuto, doveva essere mietuto; il taglio dell'ultima parte restante e la fasciatura di quest'ultima (covone) rappresentava la morte dello “spirito del grano”. Metaforicamente parlando questo rito altro non era che il naturale ciclo della vita, perché solo con la morte dello “spirito del grano” poteva avvenire la rinascita. John Barleycorn – canzone popolare diffusa in Inghilterra e Scozia - vanta centinaia di versioni. Gruppi cardine della scena folk come Pentangle, Fairport Convention, John Reinbourn Group piuttosto che Steleeye Span o Jethro Tull l'hanno reinterpretata, ma su tutte, la versione che ci viene in mente quando pensiamo a questo brano della tradizione è sicuramente quella dei Traffic.

John Barleycorn Must Die è sicuramente l'episodio più folk di tutto il disco della band di Winwood; arpeggio di chitarra e passaggi a due voci in puro stile folk, con brevi incursioni del flauto traverso di Chris Wood a ricordarci la radice progressive del gruppo. La title track costituisce un episodio a sé rispetto al resto dell'album, basta tornare indietro fino al brano di apertura Glad per accorgersi di quanto questo gruppo sia stato capace di spaziare tra i generi più diversi. In Glad non troveremo il famoso “accordo alla Steely Dan” ma dobbiamo ammettere che Winwood ha anticipato di almeno un paio di anni alcune intuizioni di Donald Fagen. Il brano di apertura è un vero e proprio crocevia di generi con le tastiere che adesso accompagnano, adesso rispondono ai fraseggi del sax, resi ancora più dinamici dall'alternanza dell'uso della sordina. Lo strumentale che apre il disco sfuma fino a lasciare il posto al funk di Freedom Rider in cui - oltre alle meravigliose incursioni di Wood che alterna sapientemente il sax elettrificato al flauto traverso - arriva anche la voce di Winwood, intrisa di venature soul. Influenze jazz, funky, soul e folk attraversano tutto il disco, trasformando l'album in un lavoro progressive a tutti gli effetti. Se Empty Pages - brano in continuo mutamento - ha come protagonista le digressioni psichedeliche dell'hammond di Wood, splendidamente controbilanciate dalla “black voice” di Steve; la successiva Stranger To Himself inganna le nostre intuizioni con l'iniziale fingerpicking in perfetto stile Renbourn, che dura il tempo di due battute (ma ritornerà nel corso del brano, insinuandosi tra tra la voce e le tastiere di Winwood), per poi mutare forma in un ibrido jazz-rock con tanto di breve assolo di chitarra elettrica. Il finale è lasciato al malinconico blues di Every Mother's Son. “A backdoor to the universe that opens doors” questo è John Barleycorn Must Die - per dirla con l'ultimo verso di Every Mother's Son - disco che all'alba degli anni settanta tracciava a suo modo un nuovo cammino per la musica rock, donando a questo genere un respiro più ampio, attingendo da tradizioni musicali diverse, ma che hanno alla base una stessa, identica, radice.

Nella versione deluxe appena uscita in doppio cd – che vede la supervisione di Winwood – oltre alla rimasterizzazione dell'album originale, si trova un secondo disco con versioni alternative e brani live, su tutte spicca la travolgente unione in un'unica suite di Glad e Freedom Rider.

 Chiara Felice
 

Tracklist

 

Disco 1

 

Glad

Freedom Rider

Empty Pages

Stranger To Himself

John Barleycorn

Every Mother's Son

 

Disco 2

 

Stranger To Himself (alternate mix)

John Barleycorn Must Die (first version)

Every Mother's Son (alternate mix)

Back Stage And Introduction

Medicated Goo

Empty Pages

Forty Thousand Headmen (live)

Who Knows What Tomorrow Might Bring? (live)

Every Mother's Son (live)

Glad/Freedom Rider (live)