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The Frames – Longitude

Anno di pubblicazione: 2015

Provenienza: Irlanda

Genere: folk rock

Voto: ***

Brano migliore: The Cost


Commento: Non ho nessuna simpatia per le antologie, ma questa merita una recensione poiché contiene molte canzoni risuonate per l'occasione ed un brano nuovo di zecca (None But I). Ascoltando Longitude si viene assaliti da una certa malinconia. I Frames sono stati una vera "cult band" per gli anni '90 e fa un po' male constatare come non fossero davvero niente d'eccezionale. Certo seppero regalarci le impennate emozionali di un gran bel disco come Fitzcarraldo (1996), ma oggi possiamo senza dubbio sostenere che la successiva produzione del leader Glen Hansard (dentro o fuori dal progetto Swell Season) è senza dubbio superiore a quella targata Frames. In questa antologia il loro sanguigno folk rock viene irrobustito da suoni più moderni, che occhieggiano anche parzialmente in direzione psichedelica. Le canzoni di Longitude sembrano però assumere senso soltanto come trampolino di lancio per i consueti crescendo emotivi di Hansard. Come svegliarsi da un sogno stupendo ed accorgersi che non era poi questo granché.


Assomiglia a: Damien Rice, Grant Lee Buffalo, Waterboys

Dove ascoltarlo: nel migliore dei vostri sogni ordinari.

 Lorenzo Allori