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The Ocean Tango The Ocean Tango

Provenienza: Francia/Svezia

Anno: 2010

Genere: Art Pop

Assomiglia a: Burt Bacharach, Brian Wilson, Steely Dan, Maurice Ravel

Voto: *****

Brani migliori: The Munich Train, A Friend, Forgotten Books, The Ocean Tango

 

E quando l'anno sta per chiudersi ecco che arriva improvviso, inaspettato, il disco a cinque stelle. Quello che ti toglie il respiro e ogni incertezza sull'assegnazione del titolo annuale, quello che, per dire, fa sembrare anche il Reimagines Gershwin del sommo Brian Wilson nient'altro che un blocco di appunti in attesa di revisione. Esagerazioni? Forse. Ma se avete mai palpitato per un cambio di accordi di Burt Bacharach, se avete mai accordato il cuore alle aritmie della Bossa Nova, se il low-fi vi fa venire l'orticaria e la raffinatezza in musica non è un ossimoro ma un valore da difendere contro tutti i grungettari e simili, ora e sempre, allora non potete non regalarvi gli Ocean Tango.

Progetto nato da un incontro tra il raffinato chansonnier pop francese Louis Philippe e il gruppo svedese dei Testbild, The Ocean Tango sintetizza il miglior pop degli ultimi cinquant'anni (Bacharach, Jobim, Beach Boys) e lo miscela ad arrangiamenti jazz d'atmosfera alla Stan Getz (Azimuth, Hirondelles), a fulminee evocazioni tango (Christmas in July) e a sottili tocchi elettronici in produzione che fanno tanto Brian Eno (Hosanna). La title track sono gli Steely Dan incrociati ai Prefab Sprout di Steve McQueen, e il risultato (credetemi!) è migliore di entrambi. Ma il meglio sono The Munich Train e A Friend, epifanie più che canzoni, tre melodie a testa in tre minuti e una concentrazione di calore da far evaporare tutta la neve caduta in questi giorni. I due brani più belli dell'anno, da qualche parte tra Bacharach, i Beatles e Ravel
 Luca Perlini