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Tindersticks – The Waiting Room

Anno di pubblicazione: 2016

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: slowcore

Voto: ***1/2

Brano migliore: Help Yourself


Commento: Stuart Staples & soci ci propinano la stessa solfa da molti anni. Le variazioni sono minime ed il nume tutelare è sempre rimasto il cantautorato di Leonard Cohen. Questo album è però decisamente migliori degli altri, probabilmente per un'importante patina pop jazz (talvolta sembra di vivere in un album solista di Donald Fagen) o anche per il taglio cinematografico dato all'intera opera. Si segnalano inoltre due bei duetti: Hey Lucinda con la voce della defunta Lhasa De Sela e We Are Dreamers con la partecipazione di Jehnny Beth delle Savages. Tutto ciò serve per ridurre la tendenza alla monotonia dovuta alla caratteristica voce nasale di Staples (da sempre una sorta di Elvis Costello, che però saggiamente ci risparmia le urla fuori controllo). The Waiting Room è un disco che può fare avvicinare ai Tindersticks anche coloro che non li hanno mai potuti soffrire.


Assomiglia a: vedi sopra.

Dove ascoltarlo: in un ristorante veronese.

 Lorenzo Allori