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Tindersticks - Falling Down a Mountain

 Forse il precedente The Hungry Saw era più bello, forse i Tindersticks, come sostiene parte della critica, stanno solo facendo il verso a sé stessi, fatto sta che la band di Stuart Staples riesce ancora a regalare momenti di grandissima intensità emotiva sall'alto di una classe sopraffina. Maestri dello "spleen", i Tindersticks sanno infatti come pochi trascinare l'ascoltatore in quella loro particolare atmosfera un po' noir e un po' dandy che li caratterizza dall'inizio della loro carriera
Nati in pieno tripudio brit-pop la band di Nottingham (archetipo della classica cult-band) è sempre stata coerente con sé stessa, sviluppando il proprio percorso artistico senza mai indulgere ad eccessive strizzate d'occhio verso il grande pubblico.

Questo Falling Down a Mountain si caratterizza per le atmosfere più jazzate e soffuse, fin dalla strumentale title-track, in evidente contrapposizione con il revival electropop di altri gruppi "cugini" (qualsiasi riferimento agli Editors NON è puramente casuale). Su tutto ancora la voce di Staples, che col suo timbro solenne, sospeso tra Nick Cave e Brian Ferry, costituisce uno dei marchi di fabbrica dei Tindersticks. Il climax dell'album è senz'altro la magnifica Factory Girls, una delle tracce più belle di questo avvio di decennio, ma meritano particolare menzione anche la fumosa Harmony Around the Table e la deliziosa Peanuts, cantata in duetto da Staples con la canadese Mary Margareth O'Hara.

Voto: ****

Brani migliori: Factory Girls, Peanuts


 

Da ascoltare: In qualunque posto dove si possa fumare, perdio!  

Marco Monzali